TORNANDO DA SPAGNA E GERMANIA

 

Riccardo, Marta e Paolo di classe quarta, hanno trascorso il primo quadrimestre all’estero, due in Germania e uno in Spagna. Mesi intensi segnati da responsabilità, fatica ed esperienze significative come si può immaginare. Tornati in classe, stanno gustando il ritorno a casa e alla normalità grati di tutta la ricchezza vissuta. Al loro rientro, la scuola ha pianificato un piano personalizzato di riallineamento didattico, in cui i docenti hanno ripreso gli argomenti principali trattati nel corso del primo quadrimestre ed assegnato loro esercizi mirati, per permettere l’immediato recupero. In questo periodo, oltre all’allineamento, all’assegnazione degli argomenti specifici trattati in classe durante la loro permanenza all’estero, è stata prevista anche la loro partecipazione ai corsi di recupero extracurriculari. Vivere intensamente all’estero come nella classe di sempre è la grande lezione e il valore aggiunto che Riccardo, Marta e Paolo hanno certamente imparato.

 

Figli all’estero: un genitore racconta..

Venerdì 1° dicembre, insieme a mio marito, sono andata a trovare mia figlia Marta e il suo compagno di classe Riccardo, in Germania, dove stanno frequentando il primo quadrimestre alla scuola Schonborn Gymnasium.

Oltre ad essere contenta di rivedere mia figlia, ero anche convinta di farle un bellissimo regalo, portando con noi due sue carissime compagne di scuola, e invece, come spesso accade, la realtà ci sorprende, perché il regalo l’ho ricevuto io.

Vedere i nostri ragazzi in azione è stato uno spettacolo: il loro modo di stare insieme, la condivisione dei gesti pensati, la familiarità nata con i genitori tedeschi, l’attenzione e la cura con cui Marta e Riccardo hanno preparato la visita a Bruchsal e Heidelberg,…

Non trovo le parole esatte per descrivere quello che ho visto, ma in effetti il bene e il bello che c’è, a volte non lo si può descrivere, lo si vede e basta; anzi, dopo averlo visto, uno lo desidera per sé, per i propri figli, per gli amici e per i figli degli amici.

Mi tornano in mente le parole di una professoressa, il giorno in cui abbiamo salutato i nostri ragazzi prima che partissero per l’estero, più o meno dicevano così: “Guardate al bello che incontrerete e portate il bello che siete”.

Se un ragazzo si sente lanciato così nella vita, allora anche la fatica non è più un’obiezione, e il passo diventa ogni giorno più certo e più sicuro della meta.

E anche noi genitori possiamo guardare a queste esperienze come una possibilità di crescita per i nostri figli.

Profonda è la mia gratitudine per la preside e per tutti gli insegnanti del liceo, che ogni giorno, con tanta passione e altrettanta pazienza, accompagnano i nostri figli in questo tratto di strada.

Anna