PROGETTO ACCOGLIENZA

  • News

VISITA ALL’EXPO E GIORNATA DI CONVIVENZA PRESSO VILLA GRUGANA A MERATE PER INIZIARE DAVVERO INSIEME
Cosa nutre la vita? Due giorni di trasferta per cominciare a dare un minimo di risposta a questa domanda. O almeno cominciare ad interrogarsi sull’argomento. E come iniziare se non con una visita all’Expo?
Ma questa è solo una piccola parte dell’uscita di inizio anno degli alunni del liceo Shakespeare e dei loro insegnanti. Gita che ha visto, oltre alla visita all’expo, una convivenza di 24 ore presso villa Grugana, residenza del Pime a Merate.
Alle 18 circa, il pullman doppio che portava il gruppo, dha fatto il suo ingresso nel piazzale della villa, scaricando i suoi gasati occupanti e parte delle vettovaglie. Già: uscita autogestita. Pertanto tutti a disposizione delle cuoche per apparecchiare e sparecchiare nonché tutti disponibili per le grandi “pulizie di primavera” prima della partenza.
Il primo impatto, dopo la mai ovvia bellezza del posto, è stato sicuramente quello traumatico con le camere.
Numero ragazze: 39. Numero camere: 1
Numero ragazzi: 30. Numero camere: 1
E giusto per non farsi mancare nulla nell’inizio di questo nuovo anno, la location delle insegnanti: 11 donne in un’unica camerata. Non male come collegio docenti in esterna!
Prima della cena c’è stato il tempo per divertirsi con giochi insieme improvvisati: una partitella a calcio, qualche ballo… Dopo la cena momento di convivialità: canti e sfide per studenti e docenti. Se volete sapere chi sa tenere in bocca più marshmallowpotete chiederlo a loro, i 4 protagonisti della sfida; se volete sapere cosa nutre la vita di persone provenienti dai vari continenti, potete chiederlo ai ragazzi che le hanno intervistate; se volete sapere quanti bicchierini d’acqua riesce a bere l’insegnante di spagnolo spacciandoli per grappa, chiedete al prof. di filosofia. Per non parlare delle performance canore della preside!
Dopo una notte tutto sommato tranquilla (forse le maggiori risate provenivano dalla camera numero 3, quella delle proff.) colazione insieme e poi “piccola sgambata”. Ecco, sicuramente una cosa tutti sanno o dovrebbero sapere: mai chiedere ad una insegnante di educazione fisica di pensare ad una passeggiatina di una mezzoretta. Se poi lo si chiede addirittura a due insegnanti di motoria….
Dopo aver disperato di trovare la meta che (dicevano) di essersi prefissate le due atletiche professoresse, finalmente il gruppo stremato è giunto in vista dell’obbiettivo: il santuario della Madonna del Bosco. Lì, sopra le nostre teste, così vicino….ma ancora a 392 gradini di distanza!!!
Sicuramente siamo stati santificati nell’ascesa. E la Vergine ha saputo guidarci in un assaggio dell’anno della Misericordia. E così non solo abbiamo perdonato le due spavalde insegnanti, ma abbiamo potuto ammettere che ne valeva la pena.
Rientrati alla villa, incontro/testimonianza di Angelo e Pietro, due universitari amici di don Cesare che hanno voluto condividere con i ragazzi del liceo quale nutrimento cominciano a trovare per la loro vita. Si cammina più spediti anche nella fatica se accanto a te ci sono amici che ti aiutano a non rinunciare a ciò che il tuo cuore desidera.
Dopo il pranzo, i ringraziamenti alle cuoche (Anna e Silvana) e le grandi pulizie, il gruppo ha ripreso la via di casa per rientrare a Crema pieno di nuove certezze su Chi nutre la vita di ciascuno di noi.
E il giorno dopo…tutti in classe con la stessa intensità e lo stesso entusiasmo!

CRONACA DI UNA GIORNATA ALL’EXPO
Ore 8:00 il Piazzale antistante la scuola è affollato di giovani, al posto dei soliti zainetti si vedono trolley, palloni e perfino qualche chitarra.
8:15 Ecco! arriva il double deck, il pullman a due piani che ci porterà a Milano in visita all’Expo.
Dopo l’appello e le consuete raccomandazioni si parte. La coda in tangenziale ritarda il nostro arrivo aumentando l’attesa e l’emozione.
10:30 Finalmente siamo arrivati; non siamo di certo i primi ma sono numerosissimi i pullman che continuano ad affluire nell’enorme parcheggio di cascina Merlata.
11:00 Eccoci in Piazza Italia, la piazza principale che si trova dove il Decumano incrocia il Cardo, avvolti da sculture futuriste con di fronte l’albero della vita ideato da Marco Balich che si innalza imponente tagliando l’orizzonte. Che spettacolo!
11:15 Spettacolari sono anche le code di persone che attendono di entrare nel Padiglione Italia, quella costruzione fasciata da “bende” in ossido di titanio che oltre a produrre energia, grazie ai suoi vetri fotovoltaici, trasforma l’inquinamento in sali inerti; in effetti potrebbe essere scambiata per un’enorme spugna assorbi odori. L’attesa, ci dicono, è di oltre tre ore. Desistiamo, e dopo esserci divisi in gruppi per agevolare e snellire la visita, ci dirigiamo verso il padiglione del Qatar costruito a forma di Jefeer: il tipico canestro di foglie di palma intrecciate per conservare il cibo.
11:45 Dopo una mezz’oretta di attesa finalmente siamo dentro. L’atmosfera è indubbiamente arabeggiante e ciò che ci attende è il souq, il mercato tradizionale dove vengono mostrati i piatti tipici a base di datteri e miele. Proseguendo si vedono le soluzioni tecniche che il Qatar sta studiando per desalinizzare l’acquamarina o quelle per produrre acqua dall’umidità dell’aria. Alla fine della visita una piacevole sorpresa: la possibilità, solo per le ragazze, di farsi fare un tatuaggio in henné su mani e braccia.
Nel frattempo gli altri gruppi sono andati a far visita al Padiglionedi Israele, e a quello spagnolo raccontandoci la bella esperienza. Israele mostra come, attraverso la ricerca e soluzioni tecniche decisamente innovative, si possano rendere fertili terreni in prevalenza aridi; ingegneria agricola che guarda al domani; come ad esempio il giardino verticale costruito con piante vive.
La Spagna invece ha presentato un Padiglione a struttura leggera, assemblato con materiali riciclati e naturali ispirandosi ad una serra a doppia navata.
13:00 La visita continua; è la volta del Padiglione della Federazione Russa, uno dei più ampi con la sua enorme tettoia a specchio che ricorda la prua di una barca a vela. All’interno degustazioni di caviale e succo di mirtilli serviti dietro un enorme bancone allestito a come se fosse un grande laboratorio chimico; e infatti il tema chimico è richiamato anche dall’enorme parete con disegnata la tavola periodica degli elementi. Bellissimo anche il sorriso con cui ci accoglie il Roly-Poly-Bear; un simpatico personaggio dalla base tondeggiante che riunisce in se’ due celebri simboli del Paese, l’orso e la matrioska.
14:30 La stanchezza comincia a farsi sentire; sono 4 ore che camminiamo, e il panino l’abbiamo mangiato mentre eravamo in coda. Passiamo di fianco al Kazakistan; tempo di attesa: 3 ore e mezza. Ok! Il Padiglione francese è decisamente più abbordabile così come quello inglese a forma di alveare. Che esperienza trovarsi nel bel mezzo di migliaia di cellette esagonali!
16:00 Al lake arena danno lo spettacolo di musica, luci, colori e fontanelle d’acqua dove creatività e tecnologia si fondono armoniosamente.
16:30 I visi stanchi e arrossati dalla bellissima giornata di sole, il corpo stanco e la mente colma di stimoli e meraviglia. Ci si sente come alla fine di un pranzo nuziale; decisamente sazi! Ci vorrebbe una passeggiata per digerire…magari quei tre chilometri che ci separano dal pullman!
17:05 5 minuti dopo la partenza la stanchezza ha il sopravvento; le palpebre sono così pesanti che basta una leggera brezza indotta dall’aria condizionata per farci crollare in un sonno profondo che dura fino a Villa Grugana a Merate dove si riparte….

DSC09287 (Copia) (Copia)