Festa di fine anno

Giovedì 6 giugno, grande festa di fine anno presso l’oratorio di Offanengo, con la rappresentazione in lingua originale, che ha visto impegnati i giovani attori in ANIMAL FARM di G. Orwell con un copione liberamente tratto dal celebre romanzo.
Testo e scenografie sono stati prodotti dai ragazzi guidati e sostenuti da professionisti che hanno offerto la loro consulenza per la realizzazione del laboratorio teatrale.
L’opera ha offerto numerosi spunti di riflessione sul potere, sulla responsabilità, sulla collaborazione, ma anche sull’esperienza personale che non può e non deve essere dimenticata per non diventare pedine nelle mani di chi persegue i propri interessi.

Davanti alla platea di genitori, insegnanti e amici, sul palco si sono alternate lunghe scene in inglese e utilissimi intermezzi in italiano (utilissimi per quegli spettatori che – non lo sappiano i ragazzi – non riescono più a tenere il passo dei propri figli!). Ottima la regia di Max e azzeccatissimi i costumi, che hanno ulteriormente facilitato la comprensione al pubblico, tenendo però in debito conto la sensibilità di un qualsiasi quindicenne.
Lo spettacolo, che si poneva anche l’intento di promuovere l’accesso a diversi linguaggi espressivi quali strumenti per veicolare e trasmettere emozioni, ha raggiunto pienamente anche questo obiettivo a giudicare dagli sguardi e dai commenti della platea .
Degna di nota la presenza sul palco degli alunni di prima (la frequenza al liceo quadriennale prevedeva in questo anno scolastico l’attività teatrale in lingua straniera), assolutamente all’altezza dei compagni più grandi, e di diversi alunni di quinta, che nonostante l’incombenza del (nuovo) esame di maturità, non hanno voluto far mancare la loro presenza tra simulazioni delle prove di esame e ultimi ripassi.
A seguire, subito dopo lo spettacolo, il saluto reciproco tra studenti, professori e genitori di classe quinta. Si potrebbe dire che ci siamo stupiti, ma ormai abbiamo imparato che nulla ci stupisce più (semmai tutto ci meraviglia) davanti a ragazzi che hanno usato parole di grandi poeti per “celebrare” la conclusione della scuola e la loro gratitudine. Stupore, meraviglia e anche una certa dose di ilarità, davanti al video preparato dagli insegnanti, e al canto dei genitori e poi al saluto della rappresentante, culminato nella consegna di una borsa di studio per l’anno prossimo: “perché a chiunque sia possibile l’esperienza che hanno fatto i nostri figli in questi cinque anni, e noi genitori con loro”. Il loro saluto non è un addio, ma l’inizio di qualcosa di nuovo, spalancato ad una accoglienza senza confini.
Così, guardando insieme le foto, i video del Prom (il ballo studentesco del martedì precedente, in stile Hollywood), estraendo i premi della consueta sottoscrizione di fine anno e gustando il buffèt allestito dai genitori, la serata è terminata tra sorrisi, lacrime e gratitudine per tutte le esperienze condivise già con il pensiero alle avventure estive ma anche al prossimo anno scolastico, perché in ogni fine è già contenuto un nuovo inizio.

Il laboratorio teatrale, che ha riscosso grande consenso, è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Fraternità nell’ambito del progetto “Intrecci: tessere relazioni per una comunità educante” (ID 28), finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali e promosso da Regione Lombardia-DG Politiche sociali.

Di seguito riportiamo alcune testimonianze sull’esperienza vissuta e una condivisione di alcuni momenti delle prove.
“Quest’esperienza mi ha portato vari benefici, innanzitutto ho rafforzato il rapporto d’amicizia con le mie amiche, ho imparato qualche parola nuova in inglese ma soprattutto ho sviluppato il mio carattere, e sento che alcune caratteristiche del gatto m’appartengono“.

“Grazie all’opera ‘Animal Farm’, ho riscontrato un valore non molto diffuso nei nostri giorni, ovvero il lavoro di squadra. Gli animali hanno sacrificato tutto quello che potevano ricavare per ottenere un mulino, ma purtroppo c’è sempre qualcuno che gira le spalle ai compagni.”

“La frase che più mi ha colpito dell’opera di Orwell è “all animals are equal, but some animals are more equal than others” in quanto riassume pienamente tutta la storia raccontata. Gli animali inizialmente fanno la rivolta, che si conclude però ritornando alla situazione iniziale, in cui vi è un capo e tutti gli animali sono sottomessi a lui, indipendentemente che sia uomo o un altro animale.
Il racconto di Orwell è inventato, ma molto spesso anche noi abbiamo la tentazione di sentirci più importanti di altri, creandoci solo però un’illusione.”

“Per me fare teatro quest’anno come alla fine tutti gli anni ha voluto dire mettermi in gioco, in tutti gli ambiti. Non ho voluto che fosse solo una parte da imparare a memoria e da recitare perché sapevo che così non mi sarebbe servito a niente. Ho deciso quindi di metterci del mio e per farlo la prima cosa che ho fatto è stata “confrontarmi” con il mio personaggio e in generale con l’opera. Mi sono chiesta cosa significasse per me “Animal Farm” e se mi ritrovavo in ciò che faceva e diceva il mio personaggio…
Ho capito che quest’opera vuole farci ragiona su valori importantissimi come l’uguaglianza e la fratellanza. Ma ciò che più mi piace è che è in grado di essere attuale in ogni epoca e in ogni situazione! Mi ha fatto capire l’importanza dell’educazione/istruzione e del non vivere la vita passivamente. Per me infatti gli animali davanti ai maiali, che si nascondono dietro a falsi ideali e alla loro retorica, non reagiscono perché incapaci di pensare. Nessuno ha mai educato loro. Non so se c’entra ma a me a questo proposito viene in mente la scuola e in particolare la nostra scuola in cui voi insegnanti non mi insegnate solo la storia, la letteratura, l’inglese… ma mi educate insegnandomi a giudicare ciò che mi accade.
Ci sono però degli animali più colti di altri come per esempio Benjamin che però non reagiscono. Per me questo è ancora peggio perché lui intuisce che c’è qualcosa che non va ma non ha il coraggio di prendere una posizione, vive la vita passivamente. Io con questo capisco l’importanza di difendere ciò che si pensa senza paura, cosa che non è stata possibile in altre epoche. Non basta annuire in silenzio, fare finta di niente o aspettare che qualcun altro faccia qualcosa. Dobbiamo reagire e se pensiamo di non essere in grado di farcela da soli, dobbiamo imparare chiedere aiuto!”

“Direi che è stata una grande opportunità per conoscere meglio i miei compagni e per superare qualche paura, anche in modo divertente. Aldilà di come andrà lo spettacolo, sono molto contenta di aver partecipato!”

“Il teatro è stata un’esperienza abbastanza impegnativa, essendo in lingua straniera e dovendo memorizzare non soltanto le battute ma anche spostamenti, entrate e uscite, ma mi ha anche aiutata a imparare a gestire il mio tempo libero e a sfidare i miei limiti, non essendo io un’eccellente attrice”

Teatro
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