Che clima fa? “Gretini” e “negazionisti” a confronto

In data 8 Gennaio la classe I, dopo il successo ottenuto all’Open Day con la mostra sul cambiamento climatico, ha affrontato un dibattito proprio sul clima, cercando di interpretare le attuali tensioni socioeconomiche implicate, basti ricordare lo sciopero indetto dagli studenti sul tema.
E’ noto che queste tensioni hanno portato alla contrapposizione di due linee di pensiero:
• coloro che accusano l’attività antropica di essere il principale responsabile dei cambiamenti climatici oltre che dell’incremento del diossido di carbonio immesso nell’aria
• coloro che affermano – parafrasando Greta Thunberg – che “la nostra casa NON è in fiamme”, ovvero che non possiamo imputare all’industrializzazione la responsabilità totale dei cambiamenti climatici che attualmente stiamo vivendo.
Sullo sfondo del debate, l’esito incerto del United Nations Climate Change Conference (COP 25 di Madrid), durante il quale, tra le varie “incomprensioni tra potenze”, i paesi meno industrializzati accusano il blocco di paesi a maggiore sviluppo economico di non avere mantenuto i patti di finanziamento per seguire il progetto Zero Carbonio.
Il debate, organizzato come attività interdisciplinare tra geografia e scienze, è durato un’ora ed è stato strutturato nel modo seguente:
– suddivisione degli alunni in due gruppi omogenei per competenze, ognuno dei quali avrebbe sostenuto una delle parti sopracitate, rinominate -secondo l’attuale tendenza giornalistica- in “gretini” e “negazionisti”;
-15 minuti necessari per ripassare le fonti precedentemente studiate:
• Intergovernamental Panel Climate Change (IPCC)
• U.S. NATIONAL OCEANIC AND ATMOSPHERIC ADMINISTRATION (NOAA)
• SATELLITE AQUA EARTH (una visione satellitare della temperatura del pianeta, tramite camere ad infrarossi)
• Rapporto Nazioni Unite per un’economia a zero carbonio in tutti i settori
• Climate apartheid (neologismo coniato nel 2019 – la forma di isolamento che stanno subendo gli stati meno indutrializzati e la loro dipendenza dai più evoluti)
• Why we strike again (discorso in lingua inglese di Greta tenuto durante COP 25)
• Ciclicità storica e geografica di fasi con clima optimum climatico VS clima più freddi (macro e micro glaciazioni)
• Intervento del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia dinanzi alle commissioni riunite Affari esteri e Ambiente-territorio di Camera e Senato il 26 novembre 2014 (excursus sui cambiamenti climatici degli ultimi secoli e accenno al progetto che sta sviluppando di nuove tecnologie per ricavare, dai clatrati, gas naturali a zero emissioni)
• Petizione sul riscaldamento globale antropogenico (100 scienziati e scrittori firmano ed inviano al Presidente della Repubblica Italiana ed alla più alta carica del Senato, del Parlamento e del Consiglio una lettera nella quale si indica necessario monitorare il livello di inquinamento nazionale e globale, ma affermano altresì che è un errore demonizzare il biossido di carbonio come l’unico agente che causa l’inquinamento, anzi, se si analizzano le reazioni della vita, esso è alla base dell’ecosistema, è una molecola fondamentale per la vita)
• Cicli solari e loro incidenza nell’alternarsi dei cambiamenti climatici durante i secoli;
-15 minuti a disposizione per il gruppo “pro Greta” per esprimere il proprio punto di vista
-15 minuti di tempo per il gruppo “pro negazionisti” per delucidare la propria posizione
-15 minuti durante i quali ogni alunno ha individuato per iscritto i punti della tesi supportata e le argomentazioni reputate notevoli dell’altro gruppo al fine di trovare una via d’incontro, necessaria per poter lavorare in comune.

Due gruppi inizialmente contrapposti, che con il dialogo e l’esposizione delle proprie tesi hanno individuato molti punti in comune; tra i più significativi:

1 – Non sottostimare l’inquinamento, ma distinguere tra cicli climatici naturali e quelli su cui influiscono componenti dei gas serra senza demonizzare a priori il diossido di carbonio.
2 – Definire tempistiche realistiche per un’economia a zero carbonio in tutti i settori
3 – Investire in risorse economiche e competenze umane nello sviluppo tecnologico sostenibile e nell’attività di riciclo delle materie prime seconde (post industriale e post consumo)
4 – Le plastiche, componenti fondamentali della nostra vita, non possono essere criminalizzate o sostituite (almeno allo stato attuale dello sviluppo scientifico). Quello che si può fare è investire costantemente nella loro rigenerazione ed in sistemi di raccolta e recupero sempre più efficienti e a basso impatto ambientale.

Gli studenti entusiasmati dal dibattito e sensibilizzati su quest’ultimo argomento (le plastiche ed il loro riciclo) sono già stati iscritti (assieme alla classe V) al concorso COREPLA SCHOOL CONTEST, promosso da COREPLA (CONSORZIO NAZIONALE PER LA RACCOLTA IL RICICLO ED IL RECUPERO DEGLI IMBALLAGGI IN PLASTICA). Dopo una preparazione sulle principali tecnologie per la differenziazione ed il recupero delle plastiche, verranno introdotti, con dispense e materiale scientifico, nel mondo delle” plastiche” e della loro classificazione tecnico commerciale.
Ogni classe sfiderà a quiz sia le classi di altre scuole delle regioni Lombardia, Emilia, Liguria, Piemonte, sia una giuria di esperti del settore. Passo finale, una video documentazione sull’argomento.
Al più presto informeremo degli sviluppi, ma constatato l’entusiasmo degli studenti, il costante supporto e la coordinazione del personale docente, siamo sicuri che le classi del liceo linguistico W. Shakespeare faranno una esperienza significativa per la loro formazione. Buon lavoro ragazzi!

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