1 settembre: ritorno in classe

Iniziare la scuola il primo settembre. Chi l’avrebbe mai detto? Nei tanti cambiamenti portati dal Covid 19 c’è anche questo. E così martedì mattina, puntualissimi e non senza una certa trepidazione, gli studenti del liceo si sono ritrovati nel cortile interno dell’edificio dove, divisi per classe, ben distanziati e con mascherina rigorosamente chirurgica, sono stati accolti dalla Preside e dai docenti.
Dopo un saluto che esprimeva la certezza che ogni circostanza favorevole o avversa può cambiare, rendere meno immediata ma non impedire di vivere intensamente un anno scolastico, sono state esposte le necessarie norme anti-covid da seguire nella “nuova normalità” che ci attende, ed ogni classe accompagnata dal docente della prima ora, si è diretta in aula con particolare ordine e “disciplina”. Eppure, l’aria che si respirava non era certo quella della caserma o del campo di concentramento di una nuova “dittatura sanitaria”. Certo, ci sono delle nuove regole da rispettare, ma il desiderio è che dentro queste limitazioni ognuno di noi ritrovi non un invito alla paura, né l’ossequio ad formalità esteriore, bensì il richiamo ad una responsabilità condivisa per un luogo che amiamo e di cui siamo protagonisti.
Ma cosa si fa il primo settembre a scuola? Due le attività programmate, definite da acronimi un po’ bizzarri: i PIA e i PAI. Il primo permette la ripresa di quelle parti di programma che non erano state completate durante la didattica a distanza, in modo da ripartire serenamente senza lacune, mentre il secondo consiste in attività di recupero per gli alunni promossi con insufficienza in qualche materia, perché chi ben comincia…
Assente a questa ripresa anticipata, la classe prima che, come le altre classi, inizierà le lezioni regolari il 7 settembre.
Un inizio sicuramente diverso: niente abbracci, niente intervallo alle macchinette, niente caffè in sala insegnanti, niente racconti delle avventure estive sussurrati durante le lezioni. Eppure una cosa non è mancata negli sguardi di alunni e docenti: la gioia e la soddisfazione di poter riprendere a fare lezione a scuola “live”, il guardarsi in faccia (seppur con la mascherina), il poter intercettare con la coda dell’occhio il compagno che da febbraio non si era più visto o scorgere negli occhi della prof la benevolenza per la tua presenza in carne ed ossa e, perché no…magari anche per un compito ben fatto.
Senza relazione non c’è educazione, ed ogni nuovo passo nella conoscenza è innanzitutto un moto del cuore, una forza di affezione.
Per questo se la didattica a distanza non ci ha fermato, adesso, pur dentro nuove sfide, non vediamo l’ora di correre. Insieme.
Buon inizio!

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